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Giornalista canadese liberata in Somalia dopo 15 mesi di prigionia

27 novembre 2009

Amanda Lindhout con un bambino somalo

Si può solo immaginare la sensazione di felicità che Amanda Lindhout, la giornalista canadese tenuta prigioniera in Somalia per 15 mesi da un gruppo di ribelli, ha provato nel rivedere ieri pomeriggio il cielo e respirare finalmente aria di libertà.

<<E’ stato davvero opprimente. Ero lasciata sola per tutto il giorno. Non avevo nessuno con cui parlare. Mi tenevano in una stanza con una luce, senza finestre e non avevo nulla per scrivere qualcosa. C’era pochissimo cibo. Mi era permesso usare il bagno esattamente cinque volte al giorno>> – ha dichiarato la ragazza ai microfoni della CTV poche ore dopo il rilascio.

<<Praticamente la mia giornata era stare seduta per terra in un angolo, 24 ore al giorno per gli scorsi 15 mesi. Qualche volta venivo picchiata o torturata. Era una situazione estremamente dura>>.

La giornalista free lance canadese era stata rapita a Mogadiscio da ribelli somali, probabilmente di religione islamica, insieme ad un suo collega australiano il 23 agosto 2008.

In questi lunghissimi 15 mesi si sono susseguiti contatti tra il covo dei rapitori – che chiedevano un milione di dollari di riscatto – e le abitazioni dei due ragazzi.

La Lindhout ha dichiarato che le cose da dire via telefono le doveva leggere da un foglio ed erano quasi tutte dettate dai ribelli. Le era vietato aggiungere altre informazioni e le telefonate a casa duravano pochissimi minuti.

Il premier canadese Stephen Harper si è detto molto felice e sollevato dalla liberazione di Amanda e ha tenuto a sottolineare che il Governo non ha contribuito in alcuna maniera al pagamento del riscatto che, si dice in maniera ancora non ufficiale, alla fine si sia aggirato intorno ai 700.000 dollari.

Amanda Lindhout ha confermato questa versione, dicendo che i soldi sono arrivati direttamente dalle famiglie.

Oggi i due giornalisti occidentali sono stati trasportati a Nairobi per le visite mediche di circostanza e fatti accomodare in un hotel dove a breve si incontreranno con i rispettivi famigliari giunti nella capitale del Kenya, prima di poter tornare nelle proprie nazioni.

La Lindhout ha fatto sapere che, una volta tornata in Canada, si prenderà almeno 2 mesi di libertà da condividere con la famiglia e gli amici.

Dopo 15 mesi di solitudine e torture è il minimo. E possiamo ben immaginare che il Sole, le stelle e anche semplicemente l’aria che respirerà, magari guardando la neve e gli alberi di Natale fuori da una finestra, avranno un sapore tutto nuovo.

Così come tutte le piccole cose che diamo per scontate ogni giorno della nostra vita.

Gianvito Magistà

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Molotov contro bar italiani a Montreal

26 novembre 2009

Il bar Ferrari (© CTV News)

A Montreal c’è qualcuno che vuole spaventare la folta comunità italiana ed in particolare i proprietari dei punti di ritrovo di essa, come bar, cafè e ristoranti.

Sono 12 i locali colpiti con bombe molotov in 2 mesi, ma il numero e la preoccupazione sono saliti vertiginosamente a causa di 3 attentati in 24 ore tra lunedì e martedì scorsi.

La procedura è sempre la stessa: gli attentatori rompono una vetrina del locale e lanciano la molotov, creando così un incendio all’interno.

L’ultimo incidente è avvenuto alle 4 del mattino di martedì 24 novembre ed ha colpito un bar nella zona est della città quebecoise.

Ciò che preoccupa gli abitanti della zona è che, come nell’ultimo caso del bar Ferrari, spesso sopra i locali si trovano delle abitazioni e quindi un incendio causato da una molotov potrebbe provocare danni molto più gravi a palazzi e soprattutto persone. Fortunatamente, al momento, nessuno ha subìto lesioni fisiche. Ma la paura è talmente tanta da aver spinto Lori Primiani, proprietaria di un asilo al piano superiore del bar Ferrari, a fare un appello pubblico agli autori di questi attentati: <<Spero che portino le loro questioni altrove e non in posti dove bambini e persone vivono al piano di sopra>>.

Al momento la polizia di Montreal non ha nè un movente nè dei sospettati.

Ovviamente, nell’immaginario collettivo e soprattutto nella mente degli abitanti delle zone colpite, ci sono immagini di film storici come Il Padrino o la serie tv I Soprano, che mettono in cattiva luce la comunità tricolore. E’ molto facile, soprattutto all’estero, collegare bar, ristoranti, cognomi italiani, malavita ed incidenti del genere con la mafia e fare di tutta l’erba un fascio.

Ed è proprio quello che i nostri connazionali di Montreal non vogliono che accada. I proprietari dei locali colpiti, seppur non dichiarando nulla (ma in Canada, quando ci sono delle indagini in corso, la polizia non rilascia alcuna dichiarazione alla stampa, tranne in casi eccezionali, e vieta categoricamente di fare lo stesso a testimoni ed interessati nel caso), si sono rimboccati le maniche e hanno riaperto i loro bar e ristoranti il prima possibile.

Con la speranza di tutti che si venga presto a capo di questa preoccupante situazione.

Gianvito Magistà

La Repubblica non legge “We Love Canada”

22 novembre 2009

L'A380 parcheggiato a Toronto (© CTV News)

Non è nostra intenzione immaginare che grandi giornali e giornalisti possano perdere tempo dietro blog e bloggetti di ogni genere e dunque non siamo così presuntuosi da pensare che il quotidiano La Repubblica avrebbe dovuto tener conto di un nostro articolo scritto mesi addietro prima di preparare una video news con questo titolo: “Il primo volo dell’A380” (visibile cliccando QUI).

In questo video la Repubblica mostra l’atterraggio a New York del primo volo di un A380 della Air France e nella nota a margine lo denomina “volo inaugurale”.

L’A380 è il modello di ultima generazione della Airbus, che può trasportare fino a 500 passeggeri. Al suo interno si possono trovare bar, cabine private in prima classe, docce e tanto altro: insomma, un albergo volante.

Di sicuro la video news dice il vero quando afferma che quello decollato da Parigi venerdì è “il primo aereo simile in dotazione di una compagnia aerea europea”.

Però non è certo un volo inaugurale.

Infatti, come ricorderanno i nostri lettori più affezionati, noi di We Love Canada avevamo già pubblicato la notizia di uno dei primi voli dell’A380.

La notizia, leggibile cliccando QUI, è datata 5 giugno 2009. Ed il volo in questione era il Dubai-Toronto della Emirates Airlines, operativo dal 1° giugno.

Questa è l’ulteriore dimostrazione di come al solito in Italia le notizie che hanno un qualsiasi collegamento con gli Usa ottengono maggior risalto.

Mi spiace per voi a Repubblica, ma stavolta noi di We Love Canada siamo arrivati prima.

Il gigante dei cieli vola ormai da molto tempo e Toronto lo conosce da quasi 6 mesi. New York solo da 2 giorni. E quindi per questo si può definire “volo inaugurale” perchè ciò che accade nel resto del mondo non ha validità?

Cari giornalisti italiani, continuate ad ignorare il Canada e a dare notizie imprecise facendo credere che tutto accade sempre negli Usa. Continueremo noi a dare quelle vere.

Gianvito Magistà

A Toronto comincia il Natale!

16 novembre 2009

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Ebbene si, ormai ci siamo quasi. O almeno così sembrava oggi a Toronto dove si è tenuta la 105a edizione della Parata di Santa Claus (Babbo Natale in italiano). Manca un mese e mezzo al Natale, ma da oggi in Canada si è entrati ufficialmente in stagione.

La parata, che si snoda per più di 6 Km tra le strade di Toronto, è formata da una trentina di carri allegorici tra cui quello principale in cui siede Santa Claus. Tutti ormai finanziati da grandi sponsor canadesi ed internazionali.

Oltre ai carri nella festosa carovana troviamo almeno 1.700 volontari vestiti da clown, personaggi dell’immaginario colletivo collegati al periodo natalizio e bande musicali da tutto il Nord America. Tantissimi poi i bambini che seguono il carro di Babbo Natale e che ne approfittano per lasciargli le letterine.

In Nord America si dice che Santa Claus vive nella parte più estrema del Canada, proprio ai confini col Circolo Polare Artico. Dunque, cari bambini italiani, Babbo Natale è un altro famoso canadese. Lo immaginavate?

Ha anche un indirizzo a cui si può inviare una lettera per davvero. Ma questo ce lo riserviamo per un prossimo articolo.

La parata di quest’anno è partita intorno alle 12:30 dall’incrocio tra Bloor St. West e Christie St., ha attraversato Toronto ed alle 15:30 ha raggiunto il suo punto di arrivo all’incrocio tra Front St. e Church St.

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Ogni anno sono più di mezzo milione le persone che assistono a questo storico evento e gli spettatori convergono da tutto il Canada, dagli Usa e da tante altre parti del mondo.

Infatti la Parata di Santa Claus di Toronto è la più lunga del mondo per quanto riguarda la partecipazione di bambini e tra le più importanti in generale. A cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, la parata veniva trasmessa anche in Russia. A sud del confine, fino a qualche anno fa, la CBS la mandava in onda durante i festeggiamenti del Giorno del Ringraziamento statunitense che coincide proprio con la giornata della parata. Ed oggi i telespettatori di Norvegia, Irlanda e Nuova Zelanda possono ancora guardarla in tv.

La prima edizione della Santa Claus Parade si svolse il 2 dicembre 1905 organizzata dall’Eaton Centre, storico centro commerciale canadese, che la continuò a sponsorizzare per 77 anni.

Nel 1913 le renne che trainavano Babbo Natale erano vere e furono importate dalla provincia del Labrador. In quell’anno i bambini cominciarono a formare una vera e propria carovana dietro la slitta e a lasciare le loro letterine in tanti cesti che Santa Claus si portava dietro. Ogni bambino ricevette una risposta.

Negli anni ’30, un pò per scappare dalla dura realtà della Grande Depressione in atto, una radio torontina raccontava, ogni giorno e per la durata di un mese, un viaggio immaginario a tappe che Santa Claus stava percorrendo per raggiungere la città dal Polo Nord.

Nel 1982, come detto, l’Eaton Centre si fa indietro facendo rischiare alla parata di chiudere bottega. Ma nel giro di tre giorni tante aziende decidono di finaziarla salvando l’edizione del 1983 e facendo entrare la manifestazione in una nuova era.

Oggi c’è anche la possibilità di diventare clown per un giorno regalando sorrisi, strette di mano e caramelle agli spettatori lungo la strada. Il tutto versando alla società no-profit che organizza la parata la somma di $1.100.

Nonostante i quasi 15°C decisamente al di sopra della media stagionale, questo pomeriggio a Toronto si è davvero cominciata a respirare l’aria del Natale.

Che la caccia ai regali abbia inizio. E speriamo non solo quello, in un mondo che ormai si ricopre sempre più di materialismo.

Gianvito Magistà

UFO Splash nell’Ottawa River? Intervista esclusiva ad ufologo canadese

29 agosto 2009

 

 

Chris Rutkowski

Chris Rutkowski

 

Gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati si stanno moltiplicando sempre più, insieme ad una certa apertura verso l’argomento da parte di alcuni governi del mondo, tra cui il Canada.

Anche molti scienziati ed astronomi, fino a pochi anni fa del tutto scettici e anti-ufologia, stanno cominciando ad ammorbidirsi un pò verso l’idea di altra vita intelligente nell’universo.

Che qualcosa stia cambiando? Che qualche evento importante stia per accadere?

Chi vivrà vedrà. Per adesso possiamo solo limitarci a prendere nota dei quasi quotidiani avvistamenti di luci e strani velivoli che compiono manovre assurde nei nostri cieli.

In questo numero speciale di Freaky Fridays ci soffermeremo sul recentissimo caso del presunto UFO Splash nell’Ottawa River, con un’intervista esclusiva che “We Love CANADA” ha fatto al più famoso ufologo canadese, Chris Rutkowski, autore da 20 anni del “Canadian UFO Survey”, un’indagine statistica annuale sui casi canadesi, che nel 2008 sono risultati essere i più numerosi di sempre.

 

A World of UFOs (2008)

A World of UFOs (2008)

 

Rutkowski, dell’UFOlogy Research of Manitoba, è anche autore di alcune interessantissime pubblicazioni (purtroppo solo in inglese) tra le quali si ricordano le più recenti: “The Canadian UFO Report”, con la descrizione dei più importanti casi ufologici della storia canadese o “A World of UFOs”, dove invece prende in esame quelli di tutto il mondo.

L’ultimo suo libro “I Saw It Too!” (“L’ho visto anch’io!”), freschissimo di stampa e ancora non in commercio, è un’opera davvero originale nel panorama ufologico mondiale. Si tratta di un libro sui giovani per i giovani. Infatti l’ufologo canadese ha raccolto vere storie di incontri ravvicinati in tutto il mondo che vedono come protagonisti bambiniteenagers, ha creato dialoghi ad hoc in base alle informazioni in suo possesso e ha concluso ogni storia con alcune domande che ufologi e ricercatori si farebbero nei casi appena raccontati. Questo per avvicinare i ragazzi al tema dell’ufologia e per educarli a non aver paura di parlarne apertamente.

Le storie sono inoltre corredate da illustrazioni disegnate da un famoso fumettista manga, per attirare ancor più l’attenzione dei ragazzi, soprattutto dai 10 ai 13 anni.

 

The Canadian UFO Report (2006)

The Canadian UFO Report (2006)

 

Ma veniamo al caso in questione.

La sera del 27 luglio scorso, diverse persone hanno assistito ad uno stranissimo fenomeno in cui alcune luci sembravano cadere nelle acque dell’Ottawa River, il fiume che attraversa la capitale canadese.

Le autorità sono subito intervenute e hanno svolto alcune ricerche sul fondale, ma ufficialmente non hanno riportato nulla a galla, nonostante in un primo momento si fosse parlato di un oggetto solido avvistato in fondo al fiume.

Di seguito l’intervista esclusiva di We Love CANADA a Chris Rutkowski.

“Che cosa sai riguardo l’Ottawa River Splash?”

“Ho avuto notizie attraverso i miei contatti su Facebook martedì (28 luglio, ndr). Non ho ancora dato un’occhiata ai servizi giornalistici. Quello che mi sembra di capire è che tante persone intorno ed in città ad Ottawa hanno raccontato di aver visto delle luci molto forti cadere rapidamente dal cielo lunedì sera 27 luglio verso le 22. Alcune persone hanno pensato che le luci fossero cadute nell’Ottawa River. Però, parlando con qualche giornalista, sono venuto a sapere che nessuno avrebbe visto con i propri occhi qualcosa che entrava nell’acqua. Hanno visto delle luci discendere sul fiume. Altre persone hanno anche raccontato di aver udito un “boom” o “bang” circa allo stesso orario”.

“Esponenti della polizia hanno affermato che le ricerche hanno evidenziato un grande oggetto, ma che non si tratterebbe di un aeroplano precipitato. Che cosa ne pensi di questa affermazione?”

“Per il fatto che molti testimoni pensassero che le luci fossero di un piccolo aeromobile, gli agenti hanno fatto rapporto per un incidente aereo. La polizia ha risposto alla chiamata d’emergenza inviando alcune barche, i cui sonar hanno individuato una massa di grandi dimensioni sott’acqua. Ma i sommozzatori non sono riusciti ad avvicinarsi per controllare meglio a causa delle forti rapide. Il Dipartimento dei Trasporti canadese non ha registrato alcun aereo scomparso per quella sera. Ciò che mi lascia perplesso è perchè la polizia non abbia controllato questa informazione con il Dipartimento dei Trasporti prima di inviare le barche alla ricerca di un presunto aereo”.

“E’ normale, in casi di presunti incidenti aerei, che la National Defence ed elicotteri militari perlustrino la zona?”

“Si. Spesso in Canada le operazioni di ricerca e salvataggio sono effettuate dalla marina militare e altri dipartimenti quando vengono riportati casi di aerei scomparsi. Alle volte queste stesse operazioni vengono scambiate per avvistamenti di UFO se svolte di notte in una zona molto abitata!”.

“La polizia ha riferito che la ricerca è terminata ora, ma avrebbero comunque inviato una telecamera a 10 metri sotto l’acqua per indagare meglio sull’oggetto. Pensi che avremo ulteriori notizie su questa storia da parte delle autorità?”

“No, perchè la polizia ha concluso le ricerche. Sono soddisfatti che nessun velivolo sia precipitato nel fiume”.

“Ci sono altri casi come questo nella storia del Canada o dell’Ottawa River?”

“Curiosamente, nel 1960, alcuni testimoni videro un oggetto luminoso precipitare nel fiume San Lorenzo, non molto lontano da Ottawa ed un grosso pezzo di metallo fuso (del peso di più di una tonnellata!) fu ritrovato sulla costa. L’incidente fu indagato all’epoca dall’Ottawa New Sciences Club e discusso molto dettagliatamente. Ne è fatta menzione addirittura nel famoso Rapporto Condon! Alcuni test avrebbero dimostrato che il pezzo di metallo fosse una scoria di una fabbrica dall’altra parte del fiume, ma il caso è stato poi contestato.

Un caso di UFO Crash molto meglio documentato è accaduto nel 1967 a Shag Harbour, Nova Scotia. Molte persone videro delle luci muoversi nel cielo prima di sprofondare in mare. Quando le autorità arrivarono sul posto trovarono una chiazza di schiuma fluorescente sull’acqua. In seguito, anche la marina militare statunitense sarebbe stata impegnata in una missione subacquea di recupero, ma questo fatto non è provato ufficialmente. In ogni caso, sono stati trovati e pubblicati documenti che mostrano il grande interesse verso questo avvenimento da parte delle autorità militari”. (Per un approfondimento sul caso di Shag Harbour, potete leggere il nostro articolo cliccando QUI, ndr).

“Essendo uno dei più esperti ufologi al mondo, quale idea ti sei fatto di tutta questa storia?”

“Credo che questo particolare caso sia stato causato da un bolide o fuochi pirotecnici innescati da qualcuno lungo la riva del fiume. Non credo, basandomi sulle prove finora osservate, che un grande velivolo sia precipitato nell’Ottawa River”.

Per dovere di cronaca, dobbiamo aggiungere che il giorno dopo la nostra intervista, Rutkowski ha ricevuto la testimonianza di una persona che avrebbe visto un oggetto arancione muoversi in maniera irregolare nel cielo sopra Ottawa la notte prima del presunto incidente nel fiume. Il testimone non aveva dato grande importanza all’avvistamento fino a quando non ha letto sui giornali della storia appena raccontata.

Questo, secondo Rutkowski, è un dettaglio interessante perchè dimostra che c’era attività ufologica nella zona già 24 ore prima dell’evento di cui hanno parlato giornali e tv.

Infine, ci fa sempre sapere l’ufologo canadese, prima di questo “incidente” il Canada era nel bel mezzo di una grande ondata di avvistamenti i cui ultimi si possono datare 17, 22 e 24 luglio.

Gianvito Magistà

 (Many thanks to Chris Rutkowski for his willingness to taking part in my interview)

 

 

Berlusconi in prima pagina su settimanale canadese

15 agosto 2009

 

La copertina di MacLean del 17/8/'09

La copertina di MacLean's del 17/8/'09

“L’uomo più interessante del mondo”. Così descrive il settimanale canadese MacLean’s, con leggera ironia, il capo del Governo italiano Silvio Berlusconi.

Poi, nel sottotitolo, si pone un quesito: “Donne, ricchezza, potere – Silvio Berlusconi ha tutto. Ma sta arrivando al suo atto finale?”

Una domanda che evidentemente si pongono in molti, anche in Italia.

Il magazine, in vendita in questi giorni, presenta Berlusconi in prima pagina mentre alza un bicchiere di spumante per brindare. Accanto una frase, che riprende un pò il succo dell’articolo interno: “Il primo ministro italiano ha il benessere, il potere, le donne ed una lista infinita di scandali”.

Il pezzo firmato da Jonathon Gatehouse occupa ben 4 pagine del settimanale in cui il giornalista canadese ripercorre la vita privata e politica – con annessi scandali – del premier. E per l’eventuale lettore italiano, presenta anche alcune chicche poco o per niente pubblicizzate, guarda caso, nel Bel Paese.

Gatehouse parte dal racconto di una visita di Indro Montanelli presso una villa in Riviera dove, mentre Berlusconi è intento a mostrare tutte le sue ricchezze al giornalista italiano, incontrano la (ormai ex) moglie Veronica Lario completamente nuda che leggeva un libro di filosofia. Al chè Montanelli esclamò: <<Non si preoccupi. Non mi sta mostrando alcuna posa che non abbia già visto nelle foto che suo marito mi ha mostrato>>.

Da questo aneddoto Gatehouse parte a raccontare la vicenda Lario-Berlusconi che ormai noi italiani conosciamo a memoria.

Il giornalista canadese tiene a sottolineare la precarietà del rapporto tra i due, evidenziando una frase che il premier italiano disse ai reporter nostrani: <<Immaginate quante donne ci sono là fuori che vorrebbero venire a letto con me e non lo so. La vita è un problema di comunicazione>>.

La lista delle sue avventure continua. Si parla delle foto pubblicate nel 2007 da Oggi che ritraevano Berlusconi con 5 avvenenti ragazze, oppure le sue attenzioni speciali per l’ex soubrette Mara Carfagna, incaricata di fare gli onori di casa alle first ladies durante il G8 de L’Aquila (ruolo che spetta alla compagna del primo ministro ospitante). Oppure di quando il giornale argentino El Clarin ha pubblicato alcune intercettazioni in cui Berlusconi e la Carfagna affrontavano tranquillamente un lungo discorso riguardante il sesso orale.

Poi una chicca. L’anno scorso alcune telecamere hanno ripreso il premier mentre inviava messaggini a due deputate durante una seduta di Parlamento, Nunzia De Girolamo e Gabriella Giammarco.

“Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!! Il “Vostro” presidente.” (cliccare QUI per vedere le immagini).

Ed intanto il popolo pensa che a Montecitorio si discuta del bene del Paese…

Ancora. La storia di un ufficiale dell’intelligence e di sua moglie, Virginia Sanjust di Teulada, che avrebbero fatto carriera nei loro rispettivi ambiti lavorativi grazie ad una relazione della ragazza con il premier.

Ovviamente il giornalista canadese non omette di citare i casi di Noemi Letizia, dello scandalo di Bari con la D’Addario e dei festini milionari o delle 10 domande rivolte a lui da La Repubblica.

Secondo Gatehouse, “anche un solo peccato del genere sarebbe bastato per mettere fine alla carriera di un qualsiasi altro politico, italiano e non”.

“Un nanetto, perennemente abbronzato, – si continua a leggere nell’articolo – con capelli finti, una macchina di gaffe volgari che è sopravvissuto a 12 processi per corruzione, tra gli uomini più ricchi del mondo, che si prende tutte le ragazze che vuole, è ancora inspiegabilmente il leader della propria nazione”.

Perchè? sembra chiedersi il reporter di MacLean’s.

Una risposta sembra trovarla Alexander Stille, autore del libro-inchiesta “The Sack of Rome: How a Beautiful European Country with a Fabled History and a Storied Culture Was Taken Over by a Man Named Silvio Berlusconi”, da noi conosciuto come Citizen Berlusconi, da cui è nato un documentario televisivo censurato in Italia e trasmesso solo poco tempo fa per la prima volta dal canale satellitare Current (la traduzione letterale del titolo del libro sarebbe “Il saccheggio di Roma: Come una splendida nazione europea con una storia favolosa ed una cultura leggendaria è stata presa da un uomo di nome Silvio Berlusconi”).

Secondo Stille, studioso di politica italiana, l’idea che gli italiani hanno dei propri politici – non si aspettano nulla da loro e chiedono ancora meno – è stato sempre terreno fertile per personaggi come Berlusconi. La sua politica stile reality show ha generato attenzione e seguito tra la gente, che tanto è convinta che la corruzione sia un problema endemico, se non addirittura universale.

Ma gli ultimi scandali, conclude Stille, lo hanno fatto sembrare un pazzo vecchio e fiacco. Un 72enne con capelli e faccia finti, circondato da tante donne e che si illude che tutte vogliano andare a letto con lui.

Poi il magazine canadese continua con la sua storia privata e la sua voglia di dimostrarsi sempre uomo di umili radici che si è fatto da solo dal nulla.

Così racconta di quando, durante la campagna elettorale del 2001, spese il corrispettivo di 100 milioni di dollari (molto umile, ce lo possiamo permettere tutti…) per spedire a tutti gli italiani il libro della sua vita, Una Storia Italiana, in cui si dà ampio spazio al ruolo da impiegato di banca di suo padre agli inizi e molto meno a quando Luigi Berlusconi ne diventa direttore.

Dopo la sua vita, Gatehouse affronta l’argomento politica, dapprima con il suo primo governo che cadde in pochi mesi a causa degli scandali legati ai favoritismi fatti alle sue aziende, al tentativo di far diventare Ministro della Giustizia il suo avvocato e, motivo più grave, gli scandalosi decreti salva colletti bianchi.

Dopo tutto questo, in qualche altra parte del mondo, il nome di Berlusconi sarebbe stato ascoltato solo nei tribunali.

Invece lui dà la colpa ai comunisti, esclamando: <<Non mi hanno fatto lavorare!>>. E ci crediamo bene…

Nonostante tutto, non si capacita Gatehouse, viene rieletto ancora qualche anno dopo. Il secondo mandato è pieno di gaffe tanto memorabili quanto imbarazzanti: le corna al leader spagnolo, l’affermazione della superiorità dell’Occidente sull’Islam, l’invito a Wall Street di investire in Italia per via delle belle segretarie e altro ancora (noi aggiungiamo il kapò dato al rappresentante della Germania nel Parlamento Europeo, l’appellativo di “coglioni” dato ai giovani disoccupati che protestavano per strada e via dicendo).

Tutto questo “teatro”, secondo MacLean’s, per far parlare d’altro e nascondere le magagne più grosse per cui era accusato: frode fiscalefalso in bilancio, appropriazione indebita e l’ennesima corruzione.

Molti suoi associati sono stati condannati (dimostrando che le accuse erano vere…), lui ovviamente no. Ma non perchè prosciolto dalle accuse, semplicemente perchè, un pò grazie ai suoi bravi avvocati ed un pò per la posizione che occupa e ha occupato, ha fatto sempre ostruzione ed i processi sono caduti in prescrizione.

Così, nel suo terzo mandato, una delle prime leggi che ha modificato è quella sull’immunità per le alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Capo del Governo ed i due Presidenti di Camera e Senato).

<<Mi avete liberato! – ha affermato ai senatori a porte chiuse – Finalmente i magistrati non mi possono più perseguitare>>.

Gatehouse tiene a precisare che la Corte Costituzionale sta esaminando la legge, ma è emerso che il premier è già andato a cena con uno dei giudici che decideranno sulla sua legalità.

Oltre al suo personale scandalo perpetuo, l’Italia sta vivendo la quarta recessione in sette anni, ha il debito pubblico più alto d’Europa e tanti altri problemi. Sarà dunque questo l’atto finale per Berlusconi o riuscirà ancora ad ipnotizzare gli italiani?

“Berlusconi ha l’intera nazione sul palmo della sua mano, una grande maggioranza; – afferma Alexander Stille – può far approvare qualsiasi legge che voglia. Ma così come il suo potere è diventato assoluto, il suo atteggiamento è peggiorato”.

“Essere messo nell’angolo – conclude Stille – fa uscire il suo lato aggressivo. Sembra quasi che abbia bisogno sempre di una crisi per risorgere”.

Come per dire: lasciatelo in pace, non parlate più di lui e vedrete che si sgonfierà da solo.

Ancora una volta, dunque, il nostro Capo del Governo ci mette in ridicolo all’estero, in una nazione fatta da persone che semplicemente non riescono a capire come mai gli italiani, popolo magnifico per tante ragioni, si lascino prendere così facilmente per i fondelli.

Forse per i canadesi è difficile capirlo perchè sono un popolo intelligente, che ragiona e che soprattutto non perdona le marachelle di chi viene eletto per governarli.

Un popolo serio in poche parole.

Gianvito Magistà

 

NOTA: le affermazioni di persone italiane, ad esclusione di quelle di Berlusconi riguardanti il messaggino inviato alle parlamentari De Girolamo-Giammarco che sono quelle originali, sono state tradotte dall’articolo in inglese, quindi possono non essere quelle testuali, ma non perdono il significato principale.

Per l’articolo originale in inglese, cliccare QUI