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Molotov contro bar italiani a Montreal

26 novembre 2009

Il bar Ferrari (© CTV News)

A Montreal c’è qualcuno che vuole spaventare la folta comunità italiana ed in particolare i proprietari dei punti di ritrovo di essa, come bar, cafè e ristoranti.

Sono 12 i locali colpiti con bombe molotov in 2 mesi, ma il numero e la preoccupazione sono saliti vertiginosamente a causa di 3 attentati in 24 ore tra lunedì e martedì scorsi.

La procedura è sempre la stessa: gli attentatori rompono una vetrina del locale e lanciano la molotov, creando così un incendio all’interno.

L’ultimo incidente è avvenuto alle 4 del mattino di martedì 24 novembre ed ha colpito un bar nella zona est della città quebecoise.

Ciò che preoccupa gli abitanti della zona è che, come nell’ultimo caso del bar Ferrari, spesso sopra i locali si trovano delle abitazioni e quindi un incendio causato da una molotov potrebbe provocare danni molto più gravi a palazzi e soprattutto persone. Fortunatamente, al momento, nessuno ha subìto lesioni fisiche. Ma la paura è talmente tanta da aver spinto Lori Primiani, proprietaria di un asilo al piano superiore del bar Ferrari, a fare un appello pubblico agli autori di questi attentati: <<Spero che portino le loro questioni altrove e non in posti dove bambini e persone vivono al piano di sopra>>.

Al momento la polizia di Montreal non ha nè un movente nè dei sospettati.

Ovviamente, nell’immaginario collettivo e soprattutto nella mente degli abitanti delle zone colpite, ci sono immagini di film storici come Il Padrino o la serie tv I Soprano, che mettono in cattiva luce la comunità tricolore. E’ molto facile, soprattutto all’estero, collegare bar, ristoranti, cognomi italiani, malavita ed incidenti del genere con la mafia e fare di tutta l’erba un fascio.

Ed è proprio quello che i nostri connazionali di Montreal non vogliono che accada. I proprietari dei locali colpiti, seppur non dichiarando nulla (ma in Canada, quando ci sono delle indagini in corso, la polizia non rilascia alcuna dichiarazione alla stampa, tranne in casi eccezionali, e vieta categoricamente di fare lo stesso a testimoni ed interessati nel caso), si sono rimboccati le maniche e hanno riaperto i loro bar e ristoranti il prima possibile.

Con la speranza di tutti che si venga presto a capo di questa preoccupante situazione.

Gianvito Magistà

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5 commenti leave one →
  1. gianpietro nagliati bravi permalink
    5 dicembre 2009 11:28

    no un momento. non potete scrivere queste cose: a parte i commenti rilasciati da antonio nicaso a La Repubblica ieri, non potete parlare di Montreal come se non avetse mai sentito nominare i nomi ‘Rizzuto’, ‘Cuntrera Caruana’ e simili. Purtroppo il crimine organizzato esiste ed è sempre esistito anche in Canada. Non si può fare/essere giornalisti con questo grado di disinformazione, o peggio di malafede.
    Tra l’altro, ‘forse’ vi è sfuggita l’indagine Rcmp e lo scandalo che ha sollevato sulle concessioni edilizie in Quebec … forse eravate in vacanza in Italia …

    • Cossato Canadese permalink*
      10 dicembre 2009 03:33

      Ciao Gianpietro, perchè cosa abbiamo scritto?
      Ci siamo solo limitati a descrivere l’accaduto, la cronaca. Se poi a lanciare le bombe è la mafia italocanadese, cinese, araba o solo dei piromani che si vogliono divertire non importa, almeno al momento. Quello è compito della polizia scoprirlo. E quando e se lo scopriranno, allora lo racconteremo.

      E’ logico che quando si tratta di queste cose la prima spiegazione che viene in mente è la mafia italiana (o comunque la malavita organizzata che è emigrata all’estero). Però non è nemmeno giusto generalizzare finchè le indagini della polizia non si concludono. Ci sono tantissime persone oneste (credo la maggioranza) che a Montreal, come in tutte le parti del mondo, non hanno nulla a che vedere con la malavita e solo perchè portano un cognome italiano devono sentirsi chiamati “mafiosi”.

      Non c’entra la disinformazione, ma semplicemente non permettere alle (poche, almeno si spera) mele marce di rovinare tutto il cesto.

      Grazie comunque per il commento Gianpietro e buona lettura!

  2. domenico benedetti permalink
    20 dicembre 2009 19:16

    Caro Gianvito,
    dopo un po’ di tempo (sarà la neve che avvolge Parma da due giorni che ricorda atmosfere più lontane) sono tornato a visitare il tuo ottimo blog.
    Questa notizia mi è sembrata particolarmente inquentante e purtroppo anche secondo me la matrice mafiosa non è da escludere.
    Non lo dico per una forma di pregiudizio, alla fine tutti ricordiamo che uno dei regolamenti di conti più sanguinosi nella ‘ndrangheta calabrese è avvenuto a Duisburg nel 2007.
    Purtroppo oggi la mafia non è solo nei luoghi dove noi la immaginiamo ma anche in città insospettabili del nord italia (anche nella stessa Parma sono note le infiltrazioni dei calabresi, per non parlare del radicamento della ‘ndrangheta in altre zone dell’Emilia).
    a presto
    domenico

  3. Monica permalink
    9 marzo 2011 17:09

    che brutte notizie…e io che volevo emigrare in Canada per scappare dalla camorra…
    datemi una speranza,vi prego…il Canada è ancora quel fantastico paese che io vedo da fuori?

    • Cossato Canadese permalink*
      9 marzo 2011 23:09

      Cara Monica, non ti preoccupare. Il Canada è ancora un fantastico Paese.
      Però, come in qualsiasi parte del mondo, nelle grandi città la criminalità esiste. E Montreal e Toronto non sono un’eccezione.
      Ma stai tranquilla. Io posso parlare di Toronto perchè ci vivo e ti posso assicurare che paragonata a città italiane, è molto più sicura.

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